Protezione solare e sport: cosa dovrebbe sapere ogni sportivo outdoor
A cura della Dr.ssa Stéphanie Leclerc-Mercier, dermatologa
Gli sport outdoor espongono la pelle a dosi importanti di raggi UV, soprattutto quando lo sforzo dura a lungo, si svolge sull'acqua, in quota o in orari in cui l'indice UV è elevato.
Per fare il punto su questo tema ancora troppo spesso trascurato, Ker Sun si è rivolta alla Dr.ssa Stéphanie Leclerc-Mercier, dermatologa e membro dell'associazione "Dans la peau des sportifs". Spiega i rischi reali dell'esposizione solare durante lo sport, le discipline più interessate e le buone abitudini da adottare.

Capire l'esposizione
Sport e sole: quali sportivi sono più esposti?
Fare sport all'aperto fa molto bene alla salute. Ma significa anche esporre ripetutamente la pelle al sole, a volte per diverse ore. I raggi UV favoriscono le scottature, accelerano l'invecchiamento cutaneo e aumentano il rischio di tumori della pelle: il 90% dei tumori della pelle è legato ai raggi UV.
Gli sportivi outdoor sono particolarmente interessati perché sommano diversi fattori di rischio: uscite lunghe, allenamenti nelle ore centrali della giornata, riverbero di neve, sabbia o acqua e protezione spesso incompleta.
I fattori di rischio
Perché il rischio è più elevato?
Il pericolo non deriva solo dal bel tempo. Dipende soprattutto dalle condizioni in cui lo sport viene praticato.
- Le sessioni durano spesso a lungo, talvolta proprio quando i raggi UV sono più intensi.
- L'altitudine aumenta l'intensità dei raggi UV (+10% ogni 1000 m), e alcune superfici rimandano parte della radiazione verso la pelle, come la neve (60-90%) o l'acqua.
- La sudorazione può rendere la pelle più sensibile e favorire scottature più rapide (già dopo 15 minuti di corsa).
- Alcune zone vengono spesso dimenticate: orecchie, nuca, labbra, mani e parte alta della schiena.
Le discipline a rischio
Gli sport più interessati
Alcune discipline sommano in modo particolare i fattori di rischio:
- Sport acquatici : surf, vela, kitesurf, windsurf, nuoto all'aperto; l'acqua riflette i raggi UV e la crema solare resiste meno bene.
- Sport di montagna : sci, snowboard, alpinismo, trail in quota; altitudine e neve aumentano fortemente l'esposizione.
- Sport di endurance : corsa, maratona, triathlon, ciclismo, golf; questi sport espongono a lungo, spesso con indumenti poco coprenti.
Diversi studi mostrano inoltre che le scottature restano frequenti tra i runner (meno del 25% correttamente protetto), i surfisti (più di 3 scottature ogni anno) e gli altri sportivi outdoor, anche tra chi conosce già i rischi.
Le buone abitudini
La protezione giusta
La strategia migliore si basa su una combinazione di gesti semplici:
- Evitare le ore in cui l'indice UV è più elevato per gli allenamenti, spesso intorno a mezzogiorno. L'OMS raccomanda misure di protezione a partire da un indice UV di 3 e consiglia di cercare l'ombra nelle ore centrali della giornata, o persino di evitare di stare all'aperto in quelle ore quando l'indice UV è molto elevato.
- Controllare l'indice UV del giorno su un'app meteo o UV può aiutare a scegliere un orario di allenamento più sicuro e ad adattare il livello di protezione.
- Indossare indumenti coprenti e traspiranti, idealmente con protezione UPF, per proteggere a lungo le zone più esposte.
- Completare con un cappellino o cappello e occhiali da sole.
- Applicare una crema solare ad ampio spettro SPF 50+ UVA sulle zone non coperte: viso, orecchie, nuca, mani, gambe e un balsamo labbra con SPF.
Quando si fa sport all'aperto, proteggere la pelle non dovrebbe essere un vincolo in più. Dovrebbe diventare un riflesso, al pari di bere, riscaldarsi o scegliere un equipaggiamento adatto.
Dr Stéphanie Leclerc-Mercier
Dermatologa · Membro dell'associazione "Dans la peau des sportifs"
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